Lezioni di Giapponese Numero 1

SrdN Davide Cocco ...Kirkende, Agattasa...
Srdn Davide Cocco
Una Storia Antica e Sconosciuta, Una Civiltà Ignorata e Nascosta,
La Civiltà Sarda delle Antiche Madri, Janas/Hanas Fitzas de Hala, Maistras Tutrici dei Popoli, e dei loro figli...
Nuraghe, Tombe dei Giganti, Domus de Janas, Dolmen, Menhir, Cart Ruts, Pietre Scritte, i loro strumenti...
La Terra dove L'Acqua Scorre Calda e il Suono si InFrange,
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Lezioni di Giapponese Numero 1

Davide Cocco Blog, B\Logu
Pubblicato da davide cocco in scrittura e alfabeto · 7 Novembre 2022
Tags: anticoalfabetosardoideogrammigiappone
Lezioni di Giapponese, numero 1

Dopo aver visto le precedenti lezioni di cinese,


sull’origine dei kanji ovvero gli ideogrammi utilizzati per la scrittura cinese, e visto che ma siccome anche il giapponese utilizza praticamente gli stessi ideogrammi, ben si può identificare alla luce diquanto in essi espresso, una derivazione anche di questi ultimi dall’antico alfabeto sardo.

Ovvero, i kanji altro non erano che frasi o parole scritte in antico alfabeto sardo, ma raggruppate poi non secondo uno schema lineare, come per esempio nell’area celtica, ma secondo uno schema bidimensionale,
come se il sostantivo/proposizione dovesse essere incluso in un quadrato, per capirci,
con una evoluzione che, appena accennata nei vocaboli più antichi, non trascurerà l’aspetto evocativo, ideografico appunto, modificando le singole lettere e il sostantivo stesso verso una maggiore somiglianza col concetto esposto.

Per esempio.
In un mio post di qualche giorno fa, nato dal l’ammirazione per semplice bellezza di un fiore,

facevo notare come in gran parte delle lingue del mondo, il termine usato per indicare il fiore, richiami il suo accostamento alla madre.

Scrivevo :

"frori/afrori, in sardo, odore intenso.
in inglese flower, Flow her, il suo (di lei) flusso,
in giapponese, hana, jana, madre,
in arabo zhara/jara, contenitore di vino, madre anch'essa,
in gallese blodeuyn, blood/uin, sangue/vino
in greco (fon.) iuluvi, you/luvi, tu ami,
in india, phula, pula, madre,

..la bellezza, sta negli occhi di chi guarda,
e chi guardava una madre,
all'inizio della storia delle parole,
vedeva un fiore.."

ma però, ajò, avete notato?

non ci può non colpire il sostantivo utilizzato in Giappone per indicare il fiore..
“Hana”, esattamente “Jana”, con la “J” aspirata, come ancora è rimasto nelle lingue spagnole.
Hana/fiore, Hana/madre.

Jana da noi rimaste, come abbiamo visto nei vari articoli sulle DDJ, nel termine “Domus de Janas”, o “Domo Sanaj”, o anche “Domo Sonaj”, “Domo Sonnaj”, “Domo Sa Naj”.
Il concetto di “Domo”, casa, cupola, destino, silenzio, collegato a “Janas” madri, navi, parole, cura/guarigione, sonno/sogno, suono.

Ad un fiore, possiamo ben collegare tutte queste accezioni, in modo più o meno diretto. Coi fiori di cui le Janas Sarde erano conoscitrici sopraffine, ci si cura, ci si addormenta / anestetizza,
e somigliano a strumenti musicali come le trombe,
e con gli alberi, che nascono dai fiori si fanno le navi, (.. per fare tutto, ci vuole un fiore, si cantava quando ero piccolo), e ai fiori vanno le api, con tante caratteristiche in comune con le madri..

Insomma, domo/jana - domo/fiore, è un binomio associativo possibile.
(eja, anche la damijana/damigiana, deriva da li. ovviamente come contenitore di acqua/vino, è associabile al concetto di madre, pure quello).
Insomma insomma, evidentemente con il passare del tempo, domo e jana si sono un po’ contagiate, e/o supportate, facendo sì che i significati fossero in qualche grado e modo intercambiabili.

Adesso, lo osserviamo con un altro occhio, il fatto che, appunto, il fiore, in giapponese si chiami “Hana”, richiamando il concetto di madre?

Credo di sì, e credo siamo pronti ad osservare il relativo kanji.

Hana = 花.

Per chi mi segue da un po’, apparirà già evidente che il tratto superiore è a tutti gli effetti una lettera chiara e distinta, che ci toglie già tanti dubbi, relativi alla sua derivazione dall’antico alfabeto sardo.
una “O”, per l’esattezza.
e anche gli altri due ne hanno un che, no?

ciò ci suggerisce che il kanji in questione sia in realtà un trilittero sardo.

Per comprendere meglio, è sufficiente ruotare di 90 gradi la scritta, e ve lo posso far vedere solo nella foto allegata.



I numeri associati alle tre lettere giapponesi, sono riportati collegati alle tre lettere sarde.
Notiamo come le lettere giapponesi siano leggermente modificate, arrotondate quindi successive al lineare puro, e indirizzate già verso il concetto anche ideografico della scrittura.

Quindi.

Lettera 1 : D
Lettera 2 : O
Lettera 3 : M

DOM.

Meraviglioso, e semplice, no?

Giapponese :
scritto “DOM”, pronunciato “HANA”, significato “FIORE”. cioè “Madre”..

e come abbiamo sempre detto, le "Domo Janas/Sanaj",
non erano tombe, ma luoghi di nascita e vita.
lo sapevano ovviamente, i Sardi, e il sapere è rimasto scritto.
Anche in Giapponese.
semplice, ma meraviglioso..

ok. senza tediare oltre, e alla luce di quanto sopra esposto,
possiamo senza fatica quindi affermare che il concetto di “domo jana”, sia passato dalla Sardegna fino in Giappone, e ancora oggi lo troviamo codificato, in un kanji giapponese scritto in antico alfabeto sardo, e nel suo significato.
Il profumo dei fiori sardi, evidentemente, si annusava in tutto il mondo..

Ps
E damigiana? non vi ha incuriosito?
In giapponese, "damigiana/dm-jn" = “demi jon/dm-jn”, uguale.
con una scrittura più estesa rispetto a "fiore",
ma che anche lei trasuda sardità,



e ma addirittura però richiama i geroglifici sardoegizi trovati in Australia, di cui parlammo a suo tempo..



solo per dire che quando dico che l'antica civiltà sarda era in tutto il mondo,
intendo proprio tutto tutto, il mondo..

ma per ora, se volete, come sempre,

“condividere libera mente”

Janas Sardinia, quello che per gli altri popoli è mito, per i Sardi è Storia, scritta.
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