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Srdn Davide Cocco
Una Storia Antica e Sconosciuta, Una Civiltà Ignorata e Nascosta,
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DDJ 14 Domus de Janas. Janas e le Domo Sonnai

Davide Cocco Blog, B\Logu
DDJ 14,

Domo Sonnai, le case del Sogno, e i 3.000 Eroi.

Un occasione per versare un goccino di Mirto, non si rifiuta mai, lo sapete …

Ma questa è speciale.
Il gruppo “Circolo Privato di Ricerca Indipendente ACS, Antica Civiltà Sarda”, “ACS” per gli amici,
raggiunge oggi i 3.000 (diconsi tremila) eroi.
Cioè, iscritti.. oppure no, Eroi.

Perché lo so, che per far parte con orgoglio di questo gruppo bisogna essere un po' Eroi..
un po Giganti, e un po Eroi.., che non è facile… ma per questo,  sono davvero gioioso del risultato.
squillino le 3.000 trombe !
3 con 3 zeri
3
3+3, 6
3x3, 9
3,6,9. E Tesla è contento.
3 alla terza, 27. Potenza per eccellenza.
27gg Mese lunare reale al netto della precessione.
10 (creazione) mesi lunari, 270 giorni, una gestazione.

Potenza della Creazione. Potenza delle Madri (e un pò anche dei papà, dai..)
..Ma per coloro che non hanno capito cosa sia il Mirto, in sintesi ..

La pianta del mirto è sempre stata associata a divinità femminili come Astarte (divinità Babilonese di origine Sarda, IshTyr, Istro\Tirso) e Afrodite per esempio. Una pianta legata alla fecondità, alla gioia della vita e dell’amore, alla rinascita e alla pace e a tutta quella simbologia vitale e positiva che portò i Romani, in un impulso di collegamento alla vita, ad abbellirne i loro giardini convinti che all’interno del suo tronco e dei suoi rami scorresse la gioia in se stessa.
Secondo Plinio il Vecchio (I sec d.C) il mirto veniva usato per abbellire i giardini pubblici dell’Impero proprio perché era in grado di propiziare una vita goiosa ai cittadini ed offrire una benefica energia di pace. Roma, comunque, era considerata “la città del mirto” da quando questa era ancora città Sarda.

Al contempo il mirto, era anche considerato una pianta tipica del Regno degli Inferi perché folti boschetti di mirto crescevano nell’Ade, ovvero l’inferno, ovvero Hell, ovvero HEL (anche dea madre  scandinava, relegata agli inferi dopo essere stata frantumata nel politeismo indoeuropeo\asgardiano), ovvero HALA, Dea Sorgente, scritta in Sardegna, madre delle Janas.
Ade, ovvero Hell,  ovvero Sardegna, dopo che l’oblio cui fu condannata, la trasformasse da Paradiso (HaLaDan, Hardan, Harden, Garden) in Hala\Hell, Inferno.

Ora capite, che se diciamo che il Mirto era associato alla gioia e alle divinità femminili, alla fecondità, e all’inferno, non si capisce cosa bevessero di avariato gli storici,

Ma se invece diciamo che il Mirto era legato alla Gioia, alle Divinità femminili, alla Fecondità e al Paradiso, ovvero alla Sardegna,  la storia diventa più comprensibile, fluida e ovvia.. e i Sardi, roba cattiva, non ne bevevano..
Ok. Questo era il mirto.
Quindi mi verso il mio goccino di mirto, amarissimo, asperrimo , e vi racconto una piccola storia.
Breve, che mi hanno detto che scrivo robe troppo lunghe.
Partiamo da "mont'e prama, chi Hera davvero"

https://www.facebook.com/groups/antica.civilta.sarda/permalink/2084420748479131/

perché da li.. perché li io puntavo il focus sul fatto che le statue di Mont’e Prama, rappresentassero le partecipanti alle Eracliadi, atlete, ginnaste, donne alte e focose, madri, maistras, Janas, etc etc, tutrici dei popoli...

Giganti, o Eroi.. scrivevo tempo addietro, che non mi facesse nessuna differenza, seppur affezionato al termine “Giganti”.
Perché.. vi spiegherò secondo me l’origine, del termine “eroi”, e di quanto possa essere affascinantemente legato al mono delle antiche Madri, ma per ora vediamo un altro particolare.

Incubazione.

Cosa c’entra l’incubazione? Col mirto non c’entra niente, quella era solo una scusa, per spiegarvi come il Paradiso fosse in Sardegna, e che quando oggi vi parlano di paradiso, quello era inferno, e che quando vi parlano di inferno, quello era paradiso, ed era in Sardegna..
Invece l’incubazione è un'altra cosa. Anche se forse, dormire 3 giorni in una Domo Sanaj (domus de janas, comunemente dette), per poi “rinascere”, solo qui, in Sardegna, si poteva fare, e in tempi avvero antichi..

Allora.. Incubazione.
Dicesi incubazione

“In Sardegna era praticato il rito della incubazione. Ce ne parla Aristotele (ipse dixit!!), il quale riporta la notizia che era usanza dei Sardi di “dormire presso le tombe degli eroi”.
In Sardegna il sonno incubatorio presso gli eroi durava cinque giorni, ed era un sonno utilizzato a fini terapeutici.
Si dice infatti che essendo malati, i Sardi si recassero presso le tombe degli eroi e li vi dormissero a lungo. Ed una volta svegliati ritenessero che quello fosse il momento stesso in cui si erano addormentati, come se il tempo non fosse mai passato”.

.. e credetemi io, se ci fossero ancora, una dormitina presso di loro, me la farei…

Questo del “sonno degli eroi” era, comunque, un rito praticato da sempre, presumibilmente ancora prima di sempre, dai Sardi Antichi per gli Antichi..

Si presume comunemente che la vicinanza delle spoglie presumibilmente mummificate degli antichi eroi avrebbe avuto un ruolo importante nell’effetto curativo collegato alle tombe dei giganti..
Ecco, perché bisogna sottolineare che quindi l’incubazione si ritiene avvenisse nelle cosìdette “Tombe dei Giganti”.
Ma come diceva quel dimenticato comico napoletano, “a me, me pare na strunz…”, ovvero, non sono molto convinto che ciò corrisponda a verità logica e scientifica..

Per cui sono andato alla ricerca, e ho trovato una traduzione di Luigi Ruggiu per

“Attilio Mastino, Aristotele e la natura del tempo: la pratica del sonno terapeutico davanti agli eroi della Sardegna”) una traduzione ufficiale e autorevole e asseverata (Attilio Mastino, dipartimento di storia e umanistica, nonchè rettore dell’università di Sassari fino al 2014), e ve ne propongo un tratto,si trova in rete, credo che nessuno se ne abbia a male se riporto quanto segue:

“Ma il tempo non è neppure senza mutamento. Quando infatti noi non mutiamo nella nostra coscienza, oppure, pur essendo mutati, ci rimane nascosta, a noi non sembra che il tempo sia passato.
Allo stesso modo non sembra che il tempo sia trascorso neppure per coloro che, in Sardegna, secondo la leggenda [secondo quanto alcuni raccontano, tois muthologouménois] dormono presso le tombe degli eroi [in realtà: presso gli eroi, parà tois erosin]: essi infatti uniscono l’”ora” precedente con quello successivo, facendo di entrambi un unico istante, rimuovendo cioè, a causa dell’assenza di percezione [dia ten anasthesian], l’intervallo fra i due istanti.
Così come, dunque, se l’”ora” non fosse diverso ma sempre identico e uno, non vi sarebbe tempo, del pari, se tale alterità ci rimane nascosta, non sembra che vi sia del tempo nell’intervallo tra i due”

“E Tertulliano, riferendosi ad Aristotele racconta che aveva notizia di <<un certo eroe della Sardegna che libera dalle visioni quelli che giacciono a dormire nel suo tempio>>,

dunque un eroe unico capace di allontanare <<le apparizioni spaventevoli>>: Aristoteles heroem quendam Sardiniae notat incubatores fani sui visionibus privantem.”

Ok. Sotto effetto del mio personale, amarissimo, imbevibile mirto sciamanico, sottolineo le frasi

“dormono presso gli eroi” (e non presso le loro tombe) e

“un certo eroe della Sardegna che libera dalle visioni quelli che giacciono a dormire nel suo tempio (lui, non la sua salma, e nel suo tempio, non nella sua tomba)”,

e ritengo ed evidenzio che si possa e si debba escludere in partenza che gli eroi (erosin, eroine) Sardi fossero morti…
e sottolineo ancora che non si tratta di leggenda, ma di racconto...

E sinceramente, vi pare logico che gli antichi Sardi dormissero 5 giorni fuori da una tomba dei giganti (dentro non credo, dalla porticina, mi pare difficile passassero..), come consuetudinariamente si ritiene?
Un sonno di cinque giorni (come si fa, a dormire cinque giorni senza svegliarsi ? .. ) col corpo esposto alle intemperie, alle fiere, a qualunque pericolo, per stare vicino a delle mummie che “emanavano cure”…?

No, vero? Sembra una fesseria, vero? E certo, non è logico no..

Ricapitolando, quindi, invece, avevamo degli eroi vivi, e non morti, e dei “luoghi”, definiti “templi” dai greci che probabilmente li definivano tali assimilandoli a quanto da loro conosciuto nel tempo in cui raccontavano, li associavano quindi a dei “Dome”, dei luoghi ritenuti Sacri.

Delle “case”, quindi, nel senso antico di luoghi chiusi, protetti, silenziosi, ove questi eroi curavano i malati anche attraverso terapie collegate al sonno.
Sonno si suppone e presume assistito, per poter durare cinque giorni: anasthesian, lo chiama Aristotele, Anestesia, la chiameremo noi.

Gli eroi che curavano col sonno, conoscevano e praticavano l’anestesia, ed erano in grado di indurla per cinque giorni di seguito.

Una sorta di coma terapeutico, in pratica... forse con un paio di giorni di preparazione, ed un altro paio di risveglio assistito, nove giorni,

e …mica li chiamano eroi per niente…

Mi sembra un buon passo in avanti.

Eroi vivi che assistevano i malati, curandoli in luoghi chiusi e protetti, facendoli dormire, anestetizzandoli con l’accorto uso, suppongo, di erbe a loro conosciute...

Probabilmente oppiacei, visto che l’alcaloide principe dell’oppio si chiama “morfina”, e guarda caso il dio del sonno per eccellenza è proprio Morfeo, e che il suo derivato con proprietà sedative (di nuovo) si chiama, ancora per caso, ovviamnete, “..Eroina..” come le Eroine (termine dall’etimologia meravigliosa, a proposito di Mirto e Antiche Madri)..
Bene bene bene. Eroi esperti di pratiche mediche erboristiche ...

Quindi,

Incubazione..

Possiamo dire che oggi probabilmente ciò che si chiama “coma terapeutico”, o “cura del sonno”, a seconda delle modalità, ed è utilizzato dai medici negli ospedali.

Prima si chiamava incubazione, e ed era utilizzato dalle Janas, Giganti anzi Gigantesse, ed Eroi anzi  Eroine, vivissime, mica morte che se no non funziona, nelle Domus de Janas, Domo Sanaj, le Case per Curare.

e finalmente, se ormai noi, 3.000 Eroine ed Eroi, sappiamo che non sono mica Tombe, le Domus e Janas,
oggi sappiamo che  non sono mica Tombe nemmeno le Tombe dei Giganti…

e che Gli Eroi, Anzi Eroine, Donne Alte e Focose, avevano casa in Paradiso, ovvero in Sardegna…
E un goccino di Mirto, anche loro, forse aspro, forte, amarissimo, ogni tanto se lo concedevano..

ps..
"drumìu" o "dromìu", significa "addormentato", in sardo.
"dromos", è il termine archeologico per indicare il corridoio di accesso alle "tombe" ipogee (sotterranee). deriverebbe dal greco, e significherebbe appunto "corridoio".

ma non solo "corridoio". anche "sentiero, rotta, via di comunicazione, strada maestra".
più probabile e facilmente comprensibile, a questo punto che "dromos" derivi dal sardo "dormire", come "strada, percorso, per andare dove si dorme", sia in senso fisico, che metfisico, presumibilmente, o no?

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Complimenti quindi a tutti per la pazienza, grazie per essere un bel gruppo, davvero stupendo, vi voglio bene, scusate la sintesi, e ..

Scusate, dimenticavo un appunto…

«Poi, quando, anche questa   stirpe la terra ebbe ricoperto,
 ancora un'altra, la quarta, sulla terra nutrice di molti Zeus Cronide   creò, più giusta e migliore,
 razza divina di Eroi, che sono chiamati
 semidei: la generazione a noi (uomini) precedente sulla terra infinita.»

(Esiodo. Le opere e i giorni (traduzione dal greco   di Cesare Cassanmagnago). Milano, Bompiani, 2009, p. 189)

Erano   Donne Sarde
Erano Eroi,
Erano Giganti,
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